Uomo Gorilla

13 Mar SIAMO ONNIVORI O FRUGIVORI?

In un intervista rilasciata nel 2013 il Dott Luciano Proietti, pediatra ed esperto di nutrizione che conduce ricerche sulla corretta alimentazione presso l’Università di Torino dal 1975 afferma:

Se si guarda allanatomia e alla fisiologia delluomo comparate ad altri animali, dalla cavità orale, allesofago, dallo stomaco, allintestino, luomo non è né carnivoro, né erbivoro, né onnivoro. È, come tutti i Primati, un frugivoro, ossia mangiatore di semi, frutti radici, foglie verdi in quantità limitata e insetti.

 

Che notizia! Non stiamo parlando della strampalata teoria di qualche dietologo dell’ultima ora o di qualche nuovo guru del salutismo. Parliamo di un medico che studia queste tematiche da quarantanni, pediatra e padre di tre bambini.

Non essendo depositari di nessuna verità ma sempre vigili e guardinghi di fronte alle nuove tendenze alimentari abbiamo approfondito la questione confrontandoci con altri autori:

Katherine Milton, uno degli autori più prolifici e rispettati sul tema dell’ecologia alimentare e ricercatrice presso l’università di Berkley ci dice:

“La prevalenza diffusa di problemi di salute legati all’alimentazione, in particolare nei paesi altamente industrializzati, suggerisce che molti esseri umani non stanno mangiando in un modo compatibile con la loro biologia.

Gli studi e i dati raccolti sulle scimmie in libertà ci indicano la strada da percorrere per la ricerca futura sulla salute umana”

 

Il fisico Hans Dehmelt, premio nobel per la fisica nel 1989 aggiunge:

“Gli esseri umani dovrebbero chiedersi quanto saggio possa essere deviare ampiamente da una dieta che ha prosperato per decine di milioni di anni tra i nostri antenati più comuni mantenendoli in completa salute”

 

L’urologo Donald S. Coffey, direttore del Laboratorio di Ricerca Brady presso la Johns Hopkins University, poco prima della sua morte, nel 2004, ha riassunto quello che gli americani dovessero fare per migliorare la loro salute e scongiurare il cancro.

“In definitiva, nel nostro processo evolutivo, ci siamo allontanati biologicamente dal vero cibo che sono la frutta e le verdure e questo comporta delle conseguenze come la prostata e il cancro al seno. Dobbiamo tornare ad una dieta che si avvicini ai primi 135.000 anni, prima che la tecnologia modificasse il nostro stile di vita”

 

Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo la ricercatrice Victoria Boutenko, famosa per il suo best sellers “Green for life”, celebrazione dei frullati verdi che afferma :

“Ho deciso di studiare le abitudini alimentari degli scimpanzé, dal momento che sono le creature più vicini agli esseri umani. Questi animali possiedono una forte immunità estremamente naturale a AIDS, epatite C, cancro e altre malattie mortali umani. Stavo pensando che se condividiamo il 99,4% degli stessi geni, le nostre diete dovrebbero essere 99,4% simili. Sembrava fosse vero il contrario.

Cioè, la dieta standard americana è circa 99% diversa dalla dieta di scimpanzé.”

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E’ merito dell’igienista Valdo Vaccaro se anche in Italia hanno iniziato a diffondersi queste preziose considerazioni, grazie ad una serie di tesine estremamente efficaci:

“Per stabilire cosa sia l’uomo non serve scomodare la preistoria e la storia, né serve ricorrere a troppe considerazioni filosofiche.

La verità chiara, lampante, inequivocabile, sta tutta scritta e marchiata nelle sue fattezze, nel suo disegno, nelle sue caratteristiche bio-chimiche interne che differiscono profondamente dagli animali onnivori.
Ci sono stati nella preistoria e nella storia dell’uomo periodi di totale vegetarianismo e altri di onnivorismo, dovuti a variate condizioni ambientali e ad altre emergenze.  
Ma il corpo umano è rimasto sempre il medesimo, indipendentemente dalle eventuali ed episodiche trasgressioni carnofile.
Il corpo umano è e rimane in altre parole un corpo eminentemente crudista-fruttariano-vegetariano.

Sintetizzandolo in 11 punti l’uomo è fruttariano per i seguenti motivi:

  • L’uomo è fruttariano perché privo di sufficienti acidi gastrici per disintegrare le proteine animali (10 volte meno acido cloridrico dei cani e dei gatti nel proprio stomaco)
  • L’uomo è fruttariano perché il suo sangue è alcalino al 7.30-7.50, e non acido 6.0-7.0 come nei cani e nei gatti
  • L’uomo è fruttariano perché privo di enzima uricasi per disgregare i 28 grammi di acidi urici regalati da ogni kg di proteine animali (mentre cani e gatti abbondano di tale enzima)
  • L’uomo è fruttariano perché il latte materno umano ha la stessa percentuale proteica della frutta (4-5%), e non 15% come nel latte bovino, 30% come nei cani, 40% nei gatti, o 50% come nei topi
  • L’uomo è fruttariano perché dotato di un sistema gastrointestinale oblungo, stretto, spugnoso, pieno di curve e di risalite, la peggior cosa possibile per un pasto carneo (mentre cani e gatti hanno un intestino corto, tozzo e liscio per una rapida digestione ed espulsione delle sostanze putrescenti)
  • L’uomo è fruttariano perché i cibi alcalini in partenza (carni e latticini) rilasciano ceneri acide che acidificano pesantemente il sistema (negli animali carnivori ciò non accade grazie al sangue acido dei medesimi). L’acidificazione scatta già a 30 grammi di proteine, quota minima che ogni mangiatore di frutta, anche di sola anguria mangiata a sazietà, è in grado di superare
  • L’uomo è fruttariano perché il suo sistema immunitario è fruttariano (e accoglie i pasti carnei come nemici invasori, e con pesanti reazioni leucocitiche, come dimostrato da Kouchakoff)
  • L’uomo è fruttariano perché dotato di mandibole mobili lateralmente, tipiche del frantumatore di frutta e di semi, mentre nei carnivori le mandibole sono fisse, adatte a strappare le carni alle vittime
  • L’uomo è fruttariano perché il solo cibo completo e libero da effetti collaterali ammalanti rimane il succo zuccherino vitaminizzato, mineralizzato, enzimizzato, elettrizzato dalla fotosintesi e dall’energia solare
  • L’uomo è fruttariano perché ogni esperimento di tipo vibrazionale (vedi André Simoneton) indica che solo la frutta raggiunge gli 8000-10000 Angstrom dell’infrarosso, di massima salute e vivificazione, mentre dalle patate-legumi-cereali poco-cotti alla verdura cruda si rimane sulle quote alte 6500-7500 con colore arancio e rosso, e mentre le carni stanno sui valori bassi dei 3000 e meno, suo colori ammalanti e derubanti del grigio e dei raggi X.
  • L’uomo è fruttariano perché nessuno sarebbe normalmente capace di accoltellare una creatura innocente a sangue freddo, mentre sta sulle sue senza fargli alcun male.”

 

Sulla base di tutte queste riflessioni, per salvaguardare la nostra salute, dovremmo quindi mangiare solo frutta e verdura nel loro stato naturale? Crudismo o fruttarismo 100%?

Quasi impossibile e controproducente. Insidioso a lungo termine. Difficilissimo raggiungere le quote caloriche, soprattutto nei mesi freddi.

Non siamo nati in una foresta equatoriale con frutta, foglie verdi, radici, semi e insetti a nostra completa disposizione. Nel corso dei secoli inoltre, sono avvenute alcune modifiche; abbiamo aumentato a livello enzimatico la capacità digestiva per assimilare meglio i cibi amidacei.

Una dieta vegan stagionale, variegata, consapevole ed equilibrata, sostenuta da estratti, frullati verdi e super foods è in grado di soddisfare tutte le nostre esigenze fisiologiche.

Un periodo detossificante a sola frutta, per chi è seguito da un nutrizionista o ha approfondito i temi dell’Igienismo, può rivelarsi un’esperienza straordinaria ma non può trasformarsi in un ossessione perché otterremmo l’effetto contrario.

Perchè rinunciare ad una bella zuppa di legumi? Alla pizza integrale con verdure e olive. Alle patate al cartoccio. Alle frittate di ceci. Ad un bel piatto di tagliatelle al mais con panna d’avena e funghi?

Bisogna piuttosto imparare ad ascoltare maggiorente il proprio corpo, liberarsi di tutti i veri junk food che sono tutti i derivati animali, le farine e gli zuccheri raffinati. Bisogna imparare a respirare, ad aver cura del proprio corpo con attività ed esercizi fisici a seconda delle nostre esigenze.

Gianluca Ronchi

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